Monterivoso: una bellezza nascosta

Martina Bordoni 

 

Monterivoso tra mistero e fascino. Alle pendici del monte Sant’Angelo, nel comune di Ferentillo, si trova il piccolo borgo di Monterivoso, un luogo che vede fiorire, tra i sentieri sperduti che lo collegano alla rocca di Precetto, un’antica chiesa abbandonata, quella di San Nicola de Casarioso. L’edificio, in stile romanico, risalente al XIV secolo a.C, svolgeva la funzione di cappella padronale, e presentava al suo interno splendidi affreschi databili intorno al XVI secolo a.C, l’anno in cui la chiesa venne ristrutturata. Tra gli affreschi, ormai in evidente stato di degrado, si trova la raffigurazione dell’Arcangelo Michele, che, vestito di color porpora, è  riconoscibile solo dalla presenza delle ali e dai lunghi e ondulati capelli biondi. Si trova all’interno di una cornice dipinta di rosso e di bianco, che sta scomparendo insieme all’affresco a causa dell’alto tasso di umidità presente nel luogo, dovuto principalmente alla mancanza del tetto. 

Dopo aver scavalcato il portone d’ingresso si trova un altro affresco, più visibile rispetto agli altri, che sembra quasi aver vinto la battaglia contro le intemperie e il passare degli anni. L’affresco, ancora ben visibile, rappresenta una Madonna con il bambino, accerchiata da qualche santo, i colori sono vivaci e si trova all’interno della stessa cornice bianca e rossa e a motivi incrociati,  che abbiamo già intravisto nella raffigurazione dell’Arcangelo. La donna e il neonato sono seduti su un trono e sono messi in risalto  dalla presenza di uno sfondo rosso e giallo, che raffigura dei tendaggi. 

Tra le macerie e le tegole cadute del tetto è ancora visibile qualche resto della decorazione del lontano cinquecento, in particolare in un angolo nascosto  ve n’è una che, dipinta sui toni del  rosso e del blu, permette di intravedere il volto di una figura umana dalla pelle scura e dagli occhi chiusi. 

Ma il piccolo borgo di Monterivoso nasconde anche altre bellezze artistiche immerse nella natura e per lo più sconosciute. Tra i sentieri intorno al borgo si trova la chiesa di Santa Lucia, la quale, risalente al XV secolo, ad oggi è quasi totalmente crollata per le condizioni di forte degrado in cui riversa dopo essere stata abbandonata. La facciata è visibile solo per metà, ma in origine  doveva essere a capanna, accompagnata da un campanile e da due finestrelle nella parte anteriore della chiesa. L’interno era ad unica navata, coperto di capriate e completamente affrescato. Nonostante  gli innumerevoli rovi che la avvolgono, sono ancora visibili i resti di qualche affresco dipinto dalla scuola dello Spagna, un importante artista di origine spagnola, allievo del Perugino,  che operò a lungo in Umbria nei primi anni del cinquecento. Monterivoso conserva quindi una bellezza nascosta che attende di essere scoperta e di avere una nuova vita.